Moda sostenibile - 5 consigli per riconoscere un brand etico che fa tendenza!

Moda sostenibile - 5 consigli per riconoscere un brand etico che fa tendenza!

Moda sostenibile VS Fast Fashion. Virtù o greenwashing?


Quando il confine è labile, spetta al consumatore farsi furbo! So What ti dà 5 consigli per capire come acquistare a impatto 0!


Cassetti colmi, capi con ancora attaccata l’etichetta e quel vestito così bello messo soltanto una volta per un aperitivo.
Facile ritrovarsi in un’esperienza simile in quanto, negli ultimi decenni, il settore della moda ci ha insegnato che esiste un capo perfetto per ogni singola occasione e, a guidare l’acquisto, non è più la necessità ma la voglia di cambiare.

L’Onu stima a 2,4 triliardi di dollari il valore della moda globale, con l’impiego di 300 milioni di dipendenti ed emissioni pari all’8% sulle globali. La dispersione di microplastiche in acqua, a causa della filiera di produzione, arriva al 9% sul totale mondiale.

Per non citare l’impiego di 215 trilioni di acqua, impiegati per la produzione di capi di abbigliamento che, con molta probabilità, finiranno in discariche a cielo aperto in Paesi economicamente svantaggiati.

La buona notizia è che però, oggigiorno, i consumatori sono sempre più informati e consapevoli che ciò che acquistano a pochi euro abbia, in realtà, un costo ben più alto; sia in termini di sfruttamento delle risorse terrestri che di sfruttamento dei lavoratori

Articoli di giornale, servizi di inchiesta e documentari stanno sempre più mettendo in luce il lato oscuro del fast fashion e il successo riscosso dalla recente uscita della docuserie, Junk - Armadi pieni, conferma un crescente interesse al riguardo.

Ritorno di capi vintage, nascita di app attraverso cui vendere e acquistare abiti second hand: i consumatori vogliono acquistare impattando sempre meno sul Pianeta.
Il futuro della moda sostenibile
Per moda sostenibile non si intende soltanto il processo di produzione, distribuzione, vendita e recupero di capi di abbigliamento secondo parametri in grado di rispettare l’ambiente.

La moda sostenibile prevede anche un modello basato sul benessere, e non lo sfruttamento, dei lavoratori; questo grazie a equi compensi e l'impiego per un giusto numero di ore.

Una moda più etica e green attinge a materiali locali (canapa, scarti derivati da produzioni locali quali bucce di mela, di arancia ecc.) abbattendo così le emissioni di gas serra legate ai trasporti e riducendo anche lo spreco di risorse, grazie all’impiego di processi di produzione innovativi.
La nascita di un marchio sostenibile richiede tempo così come sono necessari anni per vedere corposi ricavi.

Per questa ragione è più facile fingersi sostenibili rispetto ad esserlo veramente 😅
Molti sono i brand di moda che, attraverso ciò che tutti conosciamo con il nome di greenwashing, si definiscono "verdi" pur non essendolo affatto.
Ma come distinguere un marchio sostenibile da uno che, al contrario, si nasconde dietro alla maschera del greenwashing?

So What ti svela il trucco tramite 5 consigli a prova di greenwashing 😉
1. Sostenibilità in divenire
Essere 100% green è impossibile! C’è sempre qualcosa da migliorare e, nonostante i grandissimi passi avanti in ambito tecnologico, c’è ancora molta strada da fare per produrre, vendere e recuperare capi di abbigliamento con un impatto pari a 0.
Noi di So What ne siamo consapevoli e, per questo, giorno dopo giorno, ci muoviamo sempre più verso un ecosistema totalmente sostenibile e, per il 2024, intendiamo eliminare l’utilizzo di materiali non riciclati dalla produzione di capi.
Ce la stiamo mettendo tutta e, step by step, ce la faremo!
2. Bla bla bla, vogliamo le prove!
I brand maestri di greenwashing sono dei gran chiacchieroni e tra uno slogan, una campagna di comunicazione coi fiocchi e l’utilizzo di una qualche strategia di marketing, riescono spesso ad apparire green pur non essendolo affatto!
Si definiscono sostenibili perché hanno una collezione, tra tutte, realizzata con fibre riciclate ma non forniscono informazioni sulla percentuale di utilizzo?
Ti chiedono vecchi vestiti in cambio di uno sconto a fronte di un, nuovo ed ennesimo, acquisto?

Hanno deciso di impegnarsi in una qualche attività di facciata di beneficienza ambientale e/o animale? Ovviamente, questo senza mettere in discussione le dinamiche aziendali di produzione interne.
Tutti questi sono chiari indizi di un greenwashing bello sfacciato!
Per essere davvero sostenibili servono le prove e atti concreti; spesso riassumili grazie all’ottenimento di certificazioni!
So What mette a disposizione dei propri consumatori 3 fondamentali certificati nel campo della moda sostenibile:
-CPSIA per l’utilizzo di poliestere riciclato come materiale di produzione;
-GOTS per l’utilizzo di cotone bio;
-OEKO-TEX circa l’impiego di inchiostri vegani, 100% biodegradabili,  a composizione acquosa e privi di tossine nocive.
Noi le prove le abbiamo 😉
3. Capi nuovi, materiali vecchi
Non si è mai del tutto sostenibili se non si utilizzano, per quanto possibile, materiali riciclati.
Come detto poc’anzi, i capi di So What sono realizzati con materiali riciclati (plastica, poliestere…) ed è nostra prerogativa, dal 2024, eliminare dall’intera filiera di produzione tutti quei materiali che non lo sono.
Noi di So What vogliamo dare una seconda vita, e ulteriore bellezza, a ciò che per gli altri brand non ha più valore!
4. I dipendenti sono importanti quanto i clienti
Un brand sostenibile lo è anche nei confronti dei propri lavoratori e delle comunità locali in cui si trovano i propri stabilimenti.
So What si impegna a rispettare i diritti dei lavoratori garantendo loro un equo compenso, orari di lavoro umani, un ambiente di lavoro in cui non soltanto vengano rispettati i protocolli di sicurezza ma in cui ciascun dipendente possa sentirsi libero di essere ed esprimere la propria individualità non incappando in discriminazioni o giudizi.
 
So What inoltre dona il 5% di ogni vendita ad Abbasi Charitable & Educational Society (ACES - www.aces.org), NGO con sede in India che si impegna ad aiutare donne e bambini in condizioni di povertà mettendo loro a disposizione borse di studio e programmi di formazione.
Dare alla collettività significa costruire un mondo più equo e sostenibile.
5. Slow VS Fast
Inutile dire che un brand di moda sostenibile non può sfornare decine e decine di collezioni l’anno ed erogare gli ordini effettuati dai clienti in quattro e quattr’otto.
Noi di So What uniamo i classici canoni della moda ai trend più contemporanei unendo stile a praticità e qualità affinché i capi durino nel tempo.
Non abbiamo un magazzino e i capi vengono realizzati soltanto nel momento in cui l’ordine viene effettuato.
Il processo richiede dai 2 ai 5 giorni per la realizzazione, ai 5-10 giorni per la consegna.
Ma fidatevi di noi, l’attesa ne varrà la pena!
Parlare di moda sostenibile è molto comune ma, come abbiamo visto, esserlo veramente non è poi così semplice.

Grazie ai 5 consigli di So What sarai ora in grado di acquistare in maniera consapevole, perché no, anche i costumi con cui inaugurare il primo giorno d’estate!
Dai un occhio alla nostra collezione di bikini e approfitta del 25% di sconto per tuffarti in un’estate sempre più green!
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